Conoscete Michael Moore?
È il più famoso e polarizzante documentarista dei nostri tempi.

La sua prima regola: Non girare un documentario.

Oggi vogliamo proporvi la versione riassunta di un discorso tenuto proprio da Michael Moore qualche anno fa. Contiene alcuni deliri dello stesso autore ed è sicuramente uno dei passaggi più interessanti ed ispiranti per le nuove generazioni di documentaristi.

Michael Moore, le regole per realizzare un buon documentario

  1. Non realizzate un documentario, create un FILM
    Fermatevi a ragionare. Pensate al pubblico, persone che hanno lavorato duramente tutta la settimana - è venerdì sera e vogliono sedersi in un cinema per godersi lo spettacolo. Il loro desiderio è che, una volta spente le luci, vengano trasportati in un altro mondo. Non importa che vogliate farli piangere, ridere o che vogliate metterli alla prova facendoli riflettere - ma, dannazione, non sono venuti al cinema per seguire una lezione, non vogliono notare la penna dietro il lavoro proiettato su schermo. Vogliono essere intrattenuti.
  2. Non propinarmi mer*a che già conosco
    Oh, capisco - hai realizzato questo documentario perché c’è ancora molta gente poco informata sul cibo geneticamente modificato. E hai anche ragione, è così!
    Sicuramente non vedono l’ora di passare il loro Sabato informandosi su questa tematica.
  3. Il documentario moderno si è purtroppo trasformato in quella che sembra essere una lezione universitaria. Mi spiego? Una lezione universitaria per raccontare una storia. Questa schifezza deve finire. Dobbiamo inventare o riscoprire un nuovo modo di fare documentari, un nuovo modello.
  4. Non mi piace l’olio di ricino.
    Troppi documentari somigliano sempre più ad una medicina.
    Le persone non vogliono medicine. Se avessero bisogno di medicine andrebbero dal medico. Le persone vogliono prodotti leggeri, vogliono i popcorn ma soprattutto vogliono vedere un gran film.
  5. Perché nella maggior parte dei film è scomparsa la ricerca di un villain veramente credibile? Perché non si punta più il dito su persone reali? Perché non esistono più documentari che perseguano multinazionali facendo nomi e cognomi? Perché non abbiamo più documentari che indaghino sui fratelli Koch e facciano apertamente il loro nome?
  6. Credo sia molto importante che i vostri film siano quanto più personali possibile.
    Non voglio dire che necessariamente dovrete essere presenti su schermo, davanti alla telecamera. Alcuni di voi non saranno assolutamente portati per questo ruolo. E io rientro a pieno in questa categoria… Ma le persone vogliono sentire la voce di qualcuno. La maggior parte dei documentari che hanno avuto successo sono quelli con una voce molto personale.
  7. Nei libri e nella TV sta spopolando il racconto del paese reale. La gente ama guardare Stewart e Colbert. Perché non produrre film che seguano quello stile? Perché non dovresti volere lo stesso audience che generano libri e TV? Perché purtroppo o per fortuna il cinema non segue le stesse regole. E’ vero, a loro piace la verità ma prima di tutto vogliono essere intrattenuti. Ripetetelo con me: Vogliono essere intrattenuti!
  8. Per quanto possibile, prova a filmare solo le persone che sono in disaccordo con te. Solo così si generano discussioni realmente interessanti. Si può imparare moltissimo riprendendo un dipendente Exxor o General Motors e facendolo semplicemente parlare.
  9. Il pubblico fa parte del film.
    Mentre stai girando una scena per il tuo documentario, ti capita di arrabbiarti di fronte a ciò che stai vedendo? Ti capita di piangere? Se tutto questo accade è molto probabile che il tuo pubblico risponderà allo stesso modo. Fidati, sei il primo dei tuoi spettatori.
  10. Less is more. Conoscete già questo detto.
    Edita. Taglia. Rendilo più corto. Dillo con meno parole. Meno scene. Non pensare che la tua roba sia imperdibile. Non lo è.
  11. Infine, il suono è più importante del video.
    Paga il sound designer come paghi il direttore della fotografia, specialmente con i documentari. Il suono trasporta lo spettatore dentro la storia.